Per la dignità della Croce nella Settimana Santa in un mondo di "gadget"

                                     


Gentili Signore e Signori, Cari Redattori,

 ti invio questa meditazione per la Settimana Santa per la pubblicazione. Ti auguro una Pasqua serena e luminosa da Budapest, con grata stima

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 Per la dignità della Croce nella Settimana Santa in un

 mondo di "gadget"

Dr. Lajos Békefy


Il fronte invisibile

Nel XXI secolo, lo scenario della nostra confessione di fede è cambiato: non è più solo tra i banchi della chiesa o nelle nostre azioni quotidiane, ma è anche sulle linee invisibili dello spazio digitale che possiamo e dobbiamo celebrare il Signore Risorto. Per il cristiano, la Settimana Santa è il pellegrinaggio della liberazione finale. È un strano paradosso dell'era digitale: mentre nelle chiese ascoltiamo della rottura dei legami del peccato e della morte da parte del nostro Cristo Risorto, gli algoritmi degli smartphone nelle nostre tasche cercano di agganciare ogni giorno nuove catene invisibili alle nostre anime.

 L'algoritmo non conosce misericordia

Il lunedì e il martedì della Settimana Santa, il giudizio e la resa dei conti passano in primo piano. Viene Colui che giudica tutto e tutti con la Sua mitezza e la Sua silenziosa sofferenza ("Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca" – Is 53,7). Nella nostra era digitale, anche l'algoritmo giudica: non dimentica, non cancella e ci incasella spietatamente in base ai nostri dati passati, cercando di marchiarci con la nostra impronta digitale.

Metanoia contro la formula

Mentre la macchina dice: "sei quello che hai fatto finora", il mondo della finanza urla: "sei quello che hai intascato", Cristo parla anche oggi. In modo del tutto diverso! Egli annuncia il Vangelo della più grande liberazione: "va' e d'ora in poi non peccare più" (Gv 8,11). La nobile lotta della nostra fede per preservare o recuperare la dignità della Settimana Santa e della Via Crucis inizia con questo: non permettere che una formula matematica o un numero definisca chi siamo e di cosa siamo capaci. Ma solo la grazia di Dio: Sola Gratia.

Giovedì Santo: Solitudine sul web

La solitudine del giardino del Getsemani ("Non siete stati capaci di vegliare con me un'ora sola?" – Matteo 26,40) appare oggi in una nuova ottica: come il paradosso dei social media. Siamo "amici" di milioni di persone sul web, eppure l'uomo che corre nella rete vive in un isolamento senza precedenti. Il concetto di "folla solitaria" (D. Riesman) è diventato realtà. Nella stanza degli specchi digitali, siamo in realtà "pieni, e non raramente strapieni, di noi stessi". Eppure il Giovedì Santo è la festa della realtà comunitaria dell'Ultima Cena, della vera comunione, della lavanda dei piedi, del servizio libero e volontario, della cura profonda dell'anima e della guarigione dei fratelli.

Venerdì Santo: Quando cadono le maschere

Sotto la croce non c'è posto per filtri o schermi. Lì la realtà è presente nella sua nudità respingente senza Dio: la sofferenza, la fragilità, ma anche l'onestà. Lì crolla la volgare idea che "tutto il mondo è un ballo in maschera". L'immagine di sé "senza norma e incontrollata" che i social media ci impongono diventa insostenibile il Venerdì Santo. Osiamo celebrare l'alta dignità delle profondità del Venerdì Santo ("Dal profondo a te grido, o Signore" – Salmo 130,1) togliendoci ogni maschera. Anche quelle digitali. La croce non è un punto dati, ma il punto focale del riconoscimento dell'essenza per l'uomo bisognoso di redenzione. Un beato punto di svolta.

Pasqua: C'è risurrezione dal determinismo

La Risurrezione è l'evento definitivo che "rompe l'algoritmo". Colui che è la Via, la Verità e la Vita (Gv 14,6) ha spezzato la legge della morte e il determinismo biologico e fisico. La nostra fede non è un dato, e non lo sarà mai, ma un evento. Un evento che riceve la salvezza. Il Cristo Risorto non esegue un "aggiornamento software" nelle nostre anime, ma ci dota di un sistema operativo spirituale completamente nuovo. Alla fine della Settimana Santa, la domanda non è quanti follower (like, condivisioni) abbiamo, ma chi seguiamo. L'algoritmo e i nostri dispositivi che ci chiudono nel passato, o il Risorto che ci chiama verso un futuro personale infinito? Nonostante le tentazioni dell'era digitale, la decisione – e la libertà – è ancora nostra: più vicini a Dio, più vicini gli uni agli altri e alla nostra essenza redenta!

Pratica quotidiana di preghiera


·         Mattina: "Signore, ti ringrazio per la luce che scaturisce dal Tuo amore. Dammi la forza di cercare oggi non i comandi degli algoritmi, ma la Tua volontà. Che la mia attenzione oggi sia il Tuo dono, che non scambierò con nulla. Amen."


·         Durante il giorno: "Spirito Santo, donami la saggezza per distinguere tra informazione e verità, tra apparenza virtuale e il vero prossimo. Che la tecnologia sia la mia serva, ma Tu rimanga il mio Signore. Amen."

·         Sera: "Signore, depongo gli strumenti e le preoccupazioni del mondo. Grazie perché il mio valore non si misura con clic e like, ma dal fatto di essere Tuo figlio. Purifica la mia mente dal rumore quotidiano e donami un silenzio riposante in cui mi consegno interamente a Te. Amen."


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